Camerecondoppiavista

 

Camerecondoppiavista

che elsa boero
sia un' artista capace
di misurarsi con materiali
e ambiti immaginativi
diversi è cosa nota.
come è noto che il cuore
della sua poetica
sta nell' attitudine
a combinare e a manipolare
un repertorio vastissimo
di oggetti reinventandoli
in una forma
e in un' identità originali.
dalla sartoria alla gioielleria,
dall' arredamento alla scultura,
nel suo lavoro di reinvenzione
degli oggetti elsa boero
sembra tuttavia coltivare
l' entusiasmo di un fare
che prende qualche distanza
dalle logiche del design
e della progettazione.
l' artista piuttosto
si lascia sedurre e condurre
dai materiali stessi,
dalle suggestioni dei rimandi
e delle risonanze che
le loro forme e i loro colori
sanno produrre per dare corpo
a oggetti unici ugualmente
e ancora più carichi di seduzione,
di fascino, di un' ambiguità
sospesa tra naturale e artificiale.
sull' onda di questi stimoli
molto si potrebbe scrivere
sul suo lavoro, ma in coerenza
con l' intenzione
da cui ha preso le mosse
questo evento, mi piace
accompagnarlo con qualche
ragionamento sul luogo
che l' artista ha scelto
per mettere in mostra
le sue intenzioni. il luogo
è la casa di un amico,
una piccola casa con tutta
la luce delle finestre
che si affacciano sul mare
di camogli. la scelta
di proporre il suo lavoro
in una dimensione domestica
e "privata", se conferma
la scelta di elsa boero
di orientarlo ad un pubblico
di nicchia guardando
alla relazione e al confronto diretto
con quel pubblico
fatto di persone,
indica la volontà di privilegiare
una dimensione amicale,
o amichevole della mostra,
puntando assai più sul gioco
della visita e dell' ospitalità
che su quello dell' esposizione.
in una casa arredata, in cui qualcuno
vive, in una piccola casa,
lo spazio per collocare
in bella mostra le opere diventa esiguo.
chi vuole vedere il lavoro di elsa boero
può cercarlo fra le cose
di casa accompagnato
dall' artista, ma soprattutto dall' ospite,
quello straordinario osvaldo panzeri,
che non è un gallerista,
e che ama la bella musica,
i bei quadri,
il mare e tutte le cose belle
che continuano a stupirlo.
il lavoro dell' artista
si rivela allora un pretesto o un' occasione
per vedere da vicino delle cose belle
in una situazione informale,
in cui la ritualità
e la mitologia della mostra
in galleria si stemperano
nel piacere di una visita ad un amico,
ad una persona
già conosciuta altrove.
marzo 2004 enzo cirone

 
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