Le cose e gli oggetti

 

Le cose e gli oggetti

Muovendo da premesse che coniugano dada,
noveau realisme e pop art,
Elsa Boero produce manufatti
che si danno come assemblaggi,
commistioni di parti diverse,
come calembours o bisticci di oggetti.
Giocando sulle traslitterazioni, sugli slittamenti,
sulle provocazioni,
l'artista richiama attraverso il gioco delle somiglianze
e delle verosimiglianze
significazioni eccessive, spinte in una dimensione
di volta in volta inquietante
o inusuale, capace in ogni caso di muovere
stupore e domande.
Elsa Boero mira a sperimentare la possibilità
di aprire il senso delle cose
ad esiti che eccedono la logica del comporre
e del combinare, in cui ognuno,
utilizzando i propri personalissimi codici,
ricostruisce le possibilità
dell' opera in coerenza con le proprie memorie
o la propria attitudine a riconoscere.
Riposizionando il noto in un contesto di riconoscibilità
condizionata dalle sue scelte,
l'artista offre al guardante un oggetto che commuove,
non già semplicemente un oggetto e la sua emozione,
nella separatezza di una concettualità che il corpo e lo sguardo
devono a fatica recuperare.
Gli oggetti di Elsa Boero, infatti, non raffreddano lo sguardo
in quella distanza necessaria affinchè chi guarda
possa chiamarsi fuori alla ricerca
di un approccio analitico, necessario a ripulire
il senso dalle scorie della quotidianità, dal vizio
delle abitudini, dai limiti dell'usuale:
anzi lo surriscaldano mettendo in
moto un sentimento delle cose tutto
orchestrato sul gioco dei rimandi.
Gli oggetti si manifestano nelle loro ridondanze
e nelle loro risonanze
interrompendo la catena logica
di ogni funzionalità precostituita e quand'anche
la verosimiglianza suggerisce significati in debito
col noto, l'ironia diabolicamente mette in crisi i simboli,
costringendo chi guarda
a ricollocarli in quella combinatoria indiscreta che non solo
mette insieme materiali nobili e umili,
segni sottratti alla ferramenta e alla gioielleria,
al mondo contadino e a quello metropolitano,
alla terra e al mare,
alla natura e all'artificio, ma anche unisce attesa e sorpresa,
percezione e intuizione.
Universi diversi prendono così forma in oggetti trasformati,
come risultanti da una modificazione originaria della
loro destinazione d'uso e di senso,
e non già semplicemente da una modificazione originale della loro
destinazione d'uso e di senso originari.
C'è in questo modo del fare di Elsa Boero un metodo coltivato
e affinato in un lungo esercizio di scelta degli oggetti e in un ancora
più sorvegliato esercizio combinatorio,
nella ricerca di un'apertura dell' opera
ottenibile soltanto portando a coincidenza
la performance dell' ambiguità e la compiutezza
formale del manufatto.
Un modo del fare che identifica
l'aspetto più elementare dell'operatività artistica:
l'attitudine a trasformare qualcosa in qualcosa d'altro
semplicemente perché si ha
l'attitudine a stravedere e a forzare
la nozione delle cose.

Enzo Cirone 2002

 
torna indietro
[ Elsa Boero ] elsaboero.com su piattaforma GaliStar Galistar XHTML 1.0 Transitional Valido! Galistar Css Valido!